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69° nascita degli stili dell'ikebana

 

 

La nascita degli stili ikebana

 

 

 

Gli stili utilizzati dalla Scuola Ohara, tutti visibili da un solo lato, sono per il Moribana:

 stile Alto

1  

  stile Obliquo                                         

2 

 stile Riflesso nell'acqua

3 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

foto copyright Scuola Ohara

 

 

 

 

mentre quelli usati negli Heika sono:

 stile Alto 

4             

 stile Obliquo          

5 

 stile Cascata

6 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutti questi stili hanno un'origine comune ossia lo stile apparso nel 15° sec., primo nella storia dell'ikebana, simile allo Stile Alto della scuola Ohara, da cui derivano tutti gli altri Stili in questo ordine: Obliquo e suo derivato -Riflesso nell'acqua-, Cascata.

 

Quando nacquero le prime forme di ikebana, esclusivamente messe nel nascente tokonoma vedi art.13° e 67°, lo schema   compositivo iniziale combinava vegetali yang-legno con un ramo principale posizionato verticale e al centro, ramo sempreverde o ramo con fiori, contornato alla base da vegetali yin-fiori o erbe il cui nome Tatebana vedi art. 54°, lettura KUN dei suoi kanji, evidenzia la posizione verticale, diritta, dell'elemento principale ramo.

 

 

Tatebana, disegni tratti da Kao Irai no Kadensho, 1486

 

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 Al ramo sempreverde o ramo fiorito centrale si aggiunsero in seguito altri rami della stessa specie, creando una gerarchia, e il Tatebana si strutturò con regole compositive precise chiamando la composizione  RIKKA, leggendo gli stessi kanji  di Tatebana (lettura Kun) in lettura On e continuando a sottolineare che l'elemento principale della composizione era diritto, verticale.

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Per un certo periodo iniziale, i Rikka erano costruiti unicamente con l'elemento principale verticale, diritto e centrale.

 

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1311

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rikka SHIN

 

 

 

 

 

 

Col passare del tempo si continuò, nelle situazioni pubbliche formali, a comporre dei Rikka con l'elemento principale verticale, diritto e lo si chiamò forma formale o SHIN vedi art. 21° mentre nelle situazioni semi-formali si cominciò a comporre i Rikka semiformali o GYŌ con l'elemento centrale in posizione sempre verticale ma curvato.

 

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Rikka GYŌ

 

 

 

La composizione informale o SŌ dei Rikka, sempre basata unicamente sulla forma verticale, era usata nelle situazioni informali e veniva composta in bacini bassi contenente sabbia e la composizione è chiamata SUNA (NO) MONO     suna = sabbia

 

 

 1718

 

Rikka SŌ

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Parlando in generale ( con specifiche eccezioni ), per tutti i "rami principali" dei Rikka anche quello che attualmente la Scuola Ohara chiama kyaku che è frequentemente un fiore erbaceo fino all'inizio del periodo Edo si usavano principalmente rami sempreverde o rami fioriti mettendo i fiori erbacei solo all'interno della composizione e mai usati come uno dei 7 "rami principali".

 

 

Nel periodo Edo sia la nascente borghesia che i daimyo sottoposti al soggiorno obbligatorio a Edo cominciarono a costruirono presso le loro residenze i primi giardini coltivando cespugli e fiori erbacei perciò si cominciò a creare dei Rikka, sempre esclusivamente nello stile verticale, anche con una sola qualità di fiori messi come "rami principali", ma usando solo  iris, crisantemi, loto, narcisi, fiori tutti legati alla tradizione.

Suna no Mono con     narcisi                                 iris                                           loto

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Rikka con loto            crisantemi                                iris                                           narcisi

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Rikka attualizzati, con soli fiori:

loto                                  crisantemi                            iris                                                 narcisi

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28 2927

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel periodo Edo i Rikka erano esposti principalmente nelle dimore della nobiltà shogunale e imperiale mentre l'emergente ricca classe dei chŌnin (mercanti-artigiani cittadini) si limitava alle forme di ikebana più semplici, principalmente gli ShŌka/Seika: lo stile predominante è sempre stato quello "primitivo" verticale fino alla fine del periodo Edo sia nei Rikka come negli ShŌka e Seika

 

 

 

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La maggior parte dei libri sull'ikebana pubblicati nel periodo Edo erano scritti principalmente per i chŌnin e mostra dei Seika o ShŌka sempre con la predominanza dello stile verticale sia nei vasi alti, bassi o appesi, composizioni tutte create per essere messe solo nel tokonoma; i Seika o ShŌka nello stile Obliquo e Cascata presenti in questi libri sono relativamente pochi.

 

 

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Da questo stile iniziale con l'elemento principale verticale stile Alto della Scuola Ohara,  derivano tutti gli altri stili apparsi nel periodo Edo cominciando da quello che la Scuola Ohara chiama Obliquo

 

 

35seguito poi dal Cascata, seguiti poi da tutti gli altri stili tradizionali arrivati fino ai giorni nostri.

 

 

Le regole simboliche, create per il Rikka e semplificate per gli shŌka/Seika e ancora oggi applicate negli stili degli ikebana legati alla tradizione, sono state create per i Rikka "primordiali" con l'elemento principale al centro e diritto; queste regole simboliche sono state semplificate, adattandole agli stili apparsi in seguito, ed è solo ricordando che sono state create basandosi sui Rikka "primordiali" che si riesce a capire la simbologia originale in essi contenuta.

Questi simboli sono ancora ben leggibili nello Stile Alto Scuola Ohara e leggibili con più difficoltà negli altri stili derivanti dallo stile primitivo  Stile Obliquo, Cascata e Riflesso nell'acqua poiché la posizione iniziale di shu  Scuola Ohara e altri elementi principali é stata modificata, rendendo la lettura dei simboli nella composizione ikebana più difficile.   vedi ad esempio art. 16° e 17°sulla nomenclatura hongatte/gyakugatte   basata sullo stile Alto e in seguito adattata agli altri stili come il -Riflesso nell'acqua-       vedi anche art. 52°

 

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Nelle situazioni formali ancora oggi si preferisce lo stile iniziale col vegetale principale diritto, attualizzato come in questo esempio con due composizioni (riferimento alla disposizione dei tre oggetti sacri Mitsugusoku vedi art. 13°) in cui predominano rami sempreverde verticali e diritti, con pochi fiori erbacei al centro della composizione, che accompagnano due candelabri e un incensiere.

 

 

 

tempio buddhista Ninna, scuola Shingon, Kyoto