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60° origine delle scelte e associazioni dei vegetali nell'ikebana

 

Origine delle scelte e associazione dei vegetali

 

 

 

La stagionalizzazione della Natura descritta nell'articolo precedente n°59, assieme alle religioni e filosofie del tempo, ha influenzato la scelta ed associazione dei vegetali nelle composizioni ikebana.

 

Con l'apparire della classe dei samurai in epoca Kamakura (1185-1333) e Muromachi (1336-1573), la Corte imperiale perde il potere politico ma mantiene la supremazia culturale; si forma una Nobiltà nella classe dei samurai che però mantiene come riferimento la cultura della Corte imperiale pur aggiungendovi del proprio ( la Cerimonia del Tè e l'ikenana sono nati in seno -o col patrocinio-  alla classe dei samurai ).

 

I vegetali preferiti dalla Nobiltà imperiale erano i sempreverdi (cari allo shintoismo) e i rami fioriti, citati nelle poesie e usati nei giardini (vedi articolo precedente): questa preferenza fu assimilata dalla nobiltà shogunale e trasferita nelll'ikebana.

 

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Nelle prime forme di ikebana codificate, i Tatebana, come pure nei primi Rikka, tutti i suoi elementi principali (da cui derivano  shushi, fukushi e kyakushi della scuola Ohara) erano esclusivamente rami sempreverdi o fioriti  come mostra il disegno a lato con 7 rami principali.

 

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Foglie o fiori erano aggiunti ai rami principali come ausiliari e inseriti solo nel "corpo" della composizione, al suo centro, come nel disegno a lato in cui i fiori erbacei sono posti come ausiliari all'interno del Rikka i cui elementi principali sono solo rami fioriti o sempreverdi.

 

 

 

 

                                  

 

 

 

 

 

 

 shōka/seika con solo 3 rami principali

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Nel periodi Edo (1603-1868) la classe dei samurai mantiene ancora la supremazia politica e culturale ma viene "affiancata" dalla nascente classe dei mercanti/artigiani che non ha nessun potere politico ma ha il potere dei soldi e si sta creando una propria cultura specifica: i rikka continuano anche in questo periodo storico ad essere esposti nelle situazioni formali sia della Corte shogunale che imperiale ma risultano troppo complicati per la classe nascente dei commercianti/artigiani che preferisce una sua versione semplificata ossia gli shōka e seika che mantengono solo tre rami principali dei sette o nove presenti nei Rikka, e sono composizioni che possono essere eseguite anche da un competente allievo, contrariamente al rikka, eseguibile solo da persone molto specializzate.

 

 

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In questo periodo appaiono anche i primi giardini nelle case della ricca borghesia cittadina, imitati in seguito anche dai samurai:  i circa 120 daymiō avevano ciascuno  2 o 3 residenze con grandi giardini a Edo poiché, causa il -soggiorno obbligatorio- (sankin kotai) loro imposto dallo shōgun, le famiglie vivevano in ostaggio permanente nella città.

 

 

 

 particolare di disegno di un giardino cittadino allegato a un castello

 

 

 

 

 

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Anche l'ikebana, all'apparire dei fiori coltivati nei giardini, si  trasforma e dagli shōka/seika iniziali in cui si usano solo rami nei tre elementi principali si passa a delle composizioni in cui nell'elemento yin della composizione  -il kyakushi della scuola Ohara- si usano dei fiori erbacei.

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per arrivare verso la fine del periodo Edo ad usare anche solo fiori erbacei in tutta la composizione come nei disegni a lato in cui il gruppo shushi, fukushi e kyakushi (nomi della scuola Ohara) sono composti esclusivamente da Iris.

 

 

 

 

 

 

Dal punto di vista dell'ikebanista è interessante capire che, partendo dalla poesia, ripresi dalla letteratura, ripresi in seguito dai pittori di paraventi e kakemono, ripresi dagli artisti che producevano netsuke, disegni di kimono ed altri manufatti d'uso comune, la stagionalizzazione della vegetazione influenzò anche l'ikebana quando nacque nel 15° secolo per cui la scelta dei vegetali e le loro associazioni non furono create ex-novo dai maestri d'ikebana ma furono prese dalla cultura già esistente: queste scelte ed associazioni dei vegetali furono imposte dalle Scuole fino alla fine del periodo Edo (1868) ossia non esisteva la libertà di scegliere ed associare i vegetali ma si dovevano seguire le scelte tradizionali codificate di ogni Scuola.

 

La Scuola Ohara è stata la prima a dare la libertà di scelta dei vegetali per i Moribana ed Heika, mantenendo le scelte ed associazioni tradizionali solo nei Paesaggi Tradizionali, nei Moribana Tradizionali di Colore, nel Rimpa e nel Bunjin.

 

 

 

 

 

9Interessante evidenziare che, anche se attualmente si usano rami e/o fiori, l'abitudine di utilizzare solo rami per gli elementi principali della composizione è rimasta nei nomi usati da alcune Scuole : per la Scuola Ohara i tre elementi principali si chiamano shushi, fukushi e kyakushi in cui il 10kanji shi, comune a tutti e tre i nomi, significa ramo (shi nella lettura ON, eda in quella KUN) quindi anche kyakushi, che frequentemente viene tradotto con "il fiore dell'ospite" poiché attualmente per kyakushi si usano principalmente dei fiori, in realtà significa il ramo dell'ospite.