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09° feng-shui e ikebana

 

 

 FENG-SHUI E IKEBANA

 

 

Il Feng-Shui (vento-acqua) si occupa della interazione corretta dell'essere umano con il suo ambiente naturale ed è l'arte di individuare e interpretare l'azione delle energie cosmiche Ki (elettromagnetiche, termiche e gravitazionali) che circolano nell'essere umano e nel suo ambiente principalmente tramite l'aria (respiro nell'uomo, vento in natura) e l'acqua (sangue nell'uomo, fiumi in natura).

Nell'antica Cina e Giappone, la natura era considerata come un organismo che vive e respira .

 

1Questo kanji rappresenta l'energia vitale che scorre nell'universo e anima sulla terra ogni forma d'esistenza -sassi e rocce compresi- ed è scritto Ki (sistema di traslitterazione Hepburn) o Ch`i (sistema Wades-Giles) oppure Qi (sistema PinYin).  vedi articolo 50° sulla traslitterazione della lingua giapponese

 

 

Il Ki può essere “buono” o “cattivo”, accumulato, disperso, incanalato, ed è responsabile di tutti i mutamenti nell'universo e si manifesta tramite i due princìpi Yin e Yang che controllano l'universo, non in modo arbitrale o casuale ma tramite leggi immutabile e umanamente imperscrutabili.

 

 

Questa visione dell'universo può apparire irrazionale e non scientifica ma ha influenzato moltissimo la quotidianità e la cultura sia cinese che giapponese .

Ad esempio la forza vitale Ki è sempre stata usata per definire un artista poiché il Roppo (sei cànoni di HSIEH HO) mette quale prima e più importante norma il fatto che l'artista esprima il Ki suo e dell'opera.   vedi articolo 7°

 

 

Uno dei compiti del feng-shui è localizzare "le linee del drago" che trasportano l'energia terrestre, ossia individuare le linee di energia della terra, paragonabili ai meridiani del corpo umano considerati dall'agopuntura, catturando l'energia benefica del luogo scelto e allontanandone quella malefica, ad esempio indicando la corretta posizione di una tomba o una casa o una città.

Le antiche capitali Nara, Nagaoka e Heian-kyo -l'attuale Kyoto- sono state costruite seguendo le regole del Feng-Shui, come pure il castello dei Tokugawa attorno al quale nacque, disordinatamente e senza seguire il feng-shui,l'attuale Tokyo; costruzioni come i Palazzi Imperiali, le dimore dei nobili e persino tutti gli elementi componenti i loro giardini, dai sassi ai viottoli allo stagno ai ruscelli alle cascate e agli alberi,  sin dall'antichità erano disposti seguendo queste regole.

 

La teoria del Feng-Shui è molto complessa e si basa sulla Teoria dello Yang-Yin, sui 12 animali dello zodiaco cinese, sui 5 elementi (fuoco, legno, terra, acqua e metallo) e sui 64 esagrammi dell'I-Ching.

L'importanza del Feng-Shui era tale che, ad esempio, si pensava che anche se solo uno dei grandi sassi del giardino fosse mal posizionato avrebbe avuto la conseguenza di non proteggere la casa dalle energie malefiche e tale inadempienza poteva causare malattie o persino la morte del proprietario.

Anche l'ikebana, come tutto ciò che è stato prodotto dalla cultura giapponese, si è sviluppato rispettando le regole del Feng-Shui; in particolare quella inerente le quattro Divinità Cardinali protettrici e quella riguardo l'evitare le linee rette.

 

1- Le 4 DIVINITÀ CARDINALI

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nell'antica Cina, e di conseguenza nell'antico Giappone, le stelle del firmamento erano raggruppate, secondo le quattro stagioni, in quattro grandi costellazioni: quella della tartaruga, tigre, fenice e drago.

 

 

 

 

 

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Questi stessi animali, posizionati in concordanza simbolica (secondo il Tai-ji) con le direzioni e colori,  Nord tartaruga nera, Ovest tigre bianca, Sud fenice rossa ed Est drago blu, hanno il compito di “proteggere” la persona, la tomba, la casa dalle forze negative.

 

 

 

 

 

 

Nella realtà, la -persona, casa, tomba- dev'essere rivolta verso il sud geografico attorniata dai quattro animali-simbolo che la proteggono; sia il tipo di animale che la sua posizione sono coerenti col Tai-ji, avendo due animali che volano nel lato Yang/cielo (est e sud)  drago e fenice e due animali terrestri nel lato Yin /terra (nord e ovest) tartaruga e tigre. Contrariamente all'Occidente  che pone il sud in basso e nord in alto, in Oriente la visione taoista delle due direzioni cardinali è invertita, perciò sulle cartine geografiche e nella simbologia taoista la tartaruga nera che protegge il nord è messa in basso e la fenice rossa che protegge il sud, in alto. (vedi articolo 15°)

 

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esempio di disposizione di una tomba protetta a nord dalla tartaruga (montagne alte) a ovest dalla tigre (colline) a est dal drago (montagne di media altezza) e a sud dalla fenice (spazio vuoto e acqua)

 

 

 

 

 

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schema di un sarcofago di imperatori cinesi

con i 4 animali protettori incisi sulle sue pareti

 

 

 

 

 

 

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Un edificio, affinché questi si trovi in una situazione protetta, deve “guardare” verso Sud e davanti ci dev'essere uno spazio vuoto (la Fenice rossa), dietro a Nord un edificio molto alto (la Tartaruga nera), al suo fianco destro a Ovest un edificio basso (la Tigre bianca) e al suo fianco sinistro a Est un edificio un poco più alto (il Drago blu).

 

 

 

 

 

 

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Applicate ad una persona, questa, per essere protetta, deve avere un oggetto alto alla sua sinistra (simboleggiato dal Drago) e un oggetto basso alla sua destra (simboleggiato dalla Tigre) dello spazio libero davanti (Fenice) e una     parete dietro (Tartaruga).

 

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Interessante notare che in questo manga di Katsushika Hokusai (1760-1849) preso dal libro -Hokusai, le vieux fou d'architecture- rappresentante un antico Torii (al giorno d'oggi composto da un unico arco ma anticamente composto da quattro)  le iscrizioni ai numeri 2, 3, 4 e 5 indichino che esso è stato disposto spazialmente in concordanza fra le quattro divinità protettrici: 2 uccello vermiglio, 3 tigre bianca, 4 tartaruga nera, 5 drago azzurro, con l'entrata principale rivolta verso sud.

 

 

 

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Anche le regole di posizioni e di altezze dei vegetali nell'ikebana sono coerenti con le quattro divinità cardinali ove shu (cerchio) corrisponde alla persona da proteggere, fuku (quadrato) corrisponde al drago e kyaku (triangolo) corrisponde alla tigre.

 

 

 

La composizione è vista "da dietro" ossia dal nord (posizione della tartaruga), come è consuetudine nei rikka e shoka Ikenobo (concetto che sarà spiegato nelle prossime schede).

 

 

 

 

All'inizio, quando si sono formate le prime regole compositive dell'ikebana, il Rikka era sempre nello stile che la nostra Scuola chiama “alto, diritto” ossia con lo Shu al centro e verticale: la composizione, "guarda” verso sud ( il sole è dietro la composizione) ed è vista da nord (tartaruga), è congrua con le regole del Feng-Shui: shu è protetto al suo lato sinistro da un fuku relativamente alto (drago) e al suo lato destro da un kyaku (Tigre) relativamente basso.

 

 

 

 

 

 

 

2- EVITARE LE LINEE DIRITTE

 

Il Feng-Shui considera le linee rette in modo negativo poiché facilitano i flussi energetici maligni mentre preferisce le linee curve perché deviano tali forze.

Ad esempio strade, ruscelli, canali, fiumi che scorrono in linea retta arrecano influenze maligne; al contrario, strade e acque con linee tortuose e curve sono un indizio della presenza di Forze Benefiche. In generale, ogni forma che presenti linee rette, angoli e spigoli è considerata virtualmente pericolosa.

 

 

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Anche nell'ikebana (ad eccezione dei primi Rikka con lo Shu diritto) tutte le Scuole del passato hanno sempre utilizzato le linee curve nelle situazioni non formali, arrivando, nel periodo Edo, a degli eccessi come l'esempio del Seika della Scuola Enshu che usava delle curvature che possono apparire ai nostri occhi “estreme, esagerate, innaturali, barocche, artificiose”, con piegature a forma di S, molto accentuate e complesse.

 

 

 

 

 

Tenendo presente questa avversione del Feng-Shui alle linee diritte, anche l'ikebanista della Scuola Ohara, salvo specifiche rare eccezioni, deve evitarle;

 

i vegetali nel loro stato naturale in Giappone appaiono più “sofferti” poiché le forze della natura sono molto più violente che in Europa e quindi “lasciano il loro segno” sui vegetali ; essendo i vegetali europei meno “segnati” dalla natura rispetto a quelli giapponesi, questi devono essere plasmati dall'ikebanista; il discorso è ancora più evidente quando si usano vegetali coltivati in serre o vivai o altri luoghi protetti che, al contrario dei vegetali colti nella natura, non mostrano (con le loro linee diritte) gli effetti delle forze della natura (vento, pioggia, sole, freddo, neve, siccità). Quindi devono essere “manipolati” dall'ikebanista al fine di togliere la rigidità delle linee per renderli più naturali e meno artificiali.

 

La “quantità” di manipolazione sarà minore su un elemento “giovane” e maggiore su un elemento “vecchio” poiché il “giovane”, in teoria, è rimasto per minor tempo esposto alle intemperie rispetto al “vecchio”.

 

Un'ulteriore ragione di manipolazione è che la composizione deve mostrare anche il concetto buddhista di interdipendenza e il vegetale diritto esclude ogni sua dipendenza dai fattori ambientali naturali.

 

 

Una poesia di Nico Orengo, poeta italiano, esprime bene le forze della natura che plasmano il vegetale:

il vento disegna il pino

e lo muove in scirocco e tramontana

lo asciuga da ponente e lo irrita di mistrale

e lo suda e lo piega