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38° il simbolismo dei vegetali

 

 

il simbolismo dei vegetali

 

 

Siccome nell'attuale cultura occidentale alle tradizioni viene preferita la creatività

individuale, è importante conoscere le tradizioni dell'ikebana, che includono il

simbolismo dei vegetali usati.

 

 

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Ogni cultura ha un suo simbolismo associato coi vegetali che, ad esempio in Occidente, può essere connesso alla religione (gigli), al militare (foglie di quercia), allo sport (corona d'alloro), alle superstizioni (trifoglio), alla poesia (la rosa), agli stemmi araldici (gigli del re di Francia) e altro.

 

 

 

Il simbolismo giapponese deriva da varie fonti ma soprattutto dalla Cina, tramite le associazioni con cerimonie religiose del buddhismo e confucianesimo, a cui si aggiunsero simbolismi autoctoni, di varie origine ma derivanti specialmente dalla poesia.

 

Questi simbolismi sono basati in modo particolare su analogie o sembianze fra un vegetale e una qualità non visibile, come il coraggio o la perseveranza o il desiderio di lunga vita

 

 ventaglio con nadeshiko

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Ad esempio il garofano di montagna, nadeshiko, (Dianthus superbus) è citato in ventisei poesie del Manyōshū e simboleggia la grazia femminile.

 


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 Le foglie d'iris rammentano le spade perciò gli iris sono usati nel 5° giorni del 5° mese per la festa dei ragazzi.

 

 

festa dei ragazzi il 5° giorno del 5° mese (al giorno d'oggi anche delle ragazze):

si espongono bambole ed oggetti di foggia virile per augurare coraggio e forza ai figli.

Notare gli Iris.

 

 

 

Importante è pure l'omofonia:

ad esempio il pino -matsu- è omofono del verbo -matsu- che significa attendere e lo troviamo citato in ben 71 poesie del Manyōshū; un ikebana con pino fa pensare indirettamente all'attesa.

 

Fiori specifici simboleggiano le quattro stagioni o mesi dell'anno, ma l'elenco dei vegetali può differire, ad esempio, se usato nell'ambito della Cerimonia del Tè o dalle varie scuole d'ikebana o dai Bunjin o da altri gruppi.

 

In generale le piante sono considerate maschili (Yang) rispetto ai fiori e alle erbe ma anche fra le piante stesse ce ne possono essere di maschili o femminili in rapporto fra di loro: ad esempio il Pinus thunbergii è considerato maschile (Kuro-matsu e O-matsu) rispetto al Pinus densiflore (Aka-matsu e Me-matsu), considerato femminile.

 

 

 

Certe combinazioni di vegetali sono molto conosciute per il loro simbolismo, come

 

 4i 3 amici della stagione fredda

ossia

pino -simboleggia lunga vita-,

bambù -devozione-

albicocco giapponese (Prunus mume) -coraggio-,

usati nel periodo di capodanno.

 

 

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I quattro colleghi ( o quattro nobili caratteri ):

 

orchidea (primavera)

bambù (estate)

crisantemi (autunno)

Prunus mume (inverno)

 

 

 

 


le sette erbe autunnali AKI NO NANA KUSA

 

Nel Manyōshū (= raccolta di 10.000 foglie), prima raccolta di poesie giapponesi del 750 d.C., c`è un tanka di Yamanoe No Okura dal titolo AKI (autunno) NO NANA (sette) KUSA (erbe) che dice:

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Da allora le “sette erbe d'autunno” sono da tutti conosciute quale simbolo dell'arrivo dell'autunno e, col passare del tempo, pittori e poeti hanno citato o fatto riferimento a questa poesia anche modificando o il numero ( 5 o 7 ) o sostituito una o più specie; le “sette erbe” sono presenti nei dipinti, sui ventagli, sui paraventi e porte scorrevoli, sui kakemono, sulle lacche, sui kimono e obi, nelle composizioni dalle Scuole d'ikebana.

 

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Attualmente la scuola Ohara utilizza solo quattro delle sette erbe in un Paesaggio tradizionale d'autunno poiché il numero totale dei vegetali usati dev'essere dispari e il licopodium, che non fa parte delle 7 erbe autunnali ma è prescritto dalla Scuola Ohara quale "coprente il terreno", entra in questa conta.


 
 
 
(C) scuola Ohara
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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in questi disegni di composizioni Ohara del 1934, in questo a lato si usano tutte e sette le "erbe" mentre in quello sottostante se ne usa solo due "originali" (genziana e patrinia) a cui sono aggiunte altre due erbe tipicamente autunnali (Wax-tree e Anthistiria Arguens).
Interessante notare che questa composizione viene definita:
Moribana influenzato dallo stile Rimpa poiché nel 1934 la scuola Ohara non aveva ancora introdotto nel suo curriculum il modo Rimpa
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