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49° i sostegni nell'ikebana

 

 

 

I SOSTEGNI NELL'IKEBANA

dalla paglia ...allo shippo ...al kenzan.....

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2Per sostenere i vegetali nelle prime composizioni in vasi alti (tatebana) si usavano probabilmente delle erbe o altri piccoli vegetali, come si vede in questo dipinto cinese del 14° sec. dinastia Yuan o nel vaso giapponese in bronzo, con loto, datato 1330.

 

 

 

Rikka

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Nei Tatebana e Rikka, prime forme di ikebana codificate, per fare in modo che i vegetali rimangano diritti come indica il nome stesso (vedi art. 54°),  si riempie il vaso con un fascio di paglia, chiamato komiwara, formato dall'unione di più fastelli nel quale si inseriscono i vegetali.

 

 

 

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Shoka/Seika

 

 

Col passaggio dal Rikka al più semplice Shoka/Seika, dovendo far stare "diritti" meno vegetali che nel Rikka, si è introdotto l' HANA-KUBARI, forcella in legno a forma di Y ricavata legando due legnetti o tagliando un rametto biforcuto.

 

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kubari:

il legnetto posto di traverso

nella parte posteriore del kubari

serve a bloccare i vegetali nella forcella

 

 

 

 

esempio di Seika con cinque rami di pino numerati e loro posizione nel kubari

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131412 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

da notare come la suddivisione della composizione in parte yang (vegetali rami 1, 2 e 3) alla nostra sinistra e parte yin (vegetali fiori 4 e 5) alla nostra destra viene mantenuta nella posizione delle inserzioni dei singoli rami nel kubari.

 

 

Moribana

 

Questo nuovo modo di disporre i vegetali, introdotto dalla scuola Ohara, dopo un'iniziale resistenza venne adottato da tutte le scuole: vengono ideati dei sostegni da mettere in un vaso basso, il suiban.

 

esempio di sostegno usato all'inizio dell'introduzione del Moribana

 

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sostituito poi dallo shippo



 

 

 

 

 

 

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SHIPPO ( i due kanji con cui è scritto significano: 7 gioielli )

 

 

Il nome shippo, usato per indicare questo tipo di sostegno, deriva da tre significati differenti:

 

A- per il buddhismo, shippo indica sette valori spirituali dell'individuo e contemporaneamente un elenco di sette gioielli che li rappresentano; essi sono elencati in vari Sutra. Siccome i vari nomi in sanscrito non erano sempre comprensibili ai traduttori cinesi , i nomi dei “7 gioielli” differiscono nei vari Sutra .

 

Comuni a tutti gli elenchi sono

1 ) oro 2) argento

ma gli altri sono :

3) acquamarina o lapislazzuli o turchese ,

4) perle o ambra o cristallo

5 ) corallo bianco o agata

6) perle rosse o corallo o rubini

7 ) ambra o smeraldo o agata o giada

I sette valori spirituali ad essi associati sono :

1) oro = tesoro della convinzione

2) argento = tesoro della virtù

3) = coscienza

4 )= altruismo

5) = ascolto

6) = generosità

7) = saggezza

 

B- in epoca Heian, quando il disegno basato sull'intersecarsi dei cerchi arrivò in Giappone dalla Cina, anche se nel disegno stesso non appariva né il numero 7 né i singoli gioielli elencati nei Sutra, questo disegno apparve agli occhi della nobiltà giapponese “brillante come una gemma, come un gioiello” e fu considerato di “buon auspicio”; il disegno venne chiamato shippo.

 

 

                                     

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Il motivo dei cerchi che si intersecano fu visto come porta-fortuna poiché può moltiplicarsi in tutte le direzioni all'infinito e fu usato sia nei disegni delle stoffe sia come amuleto.

 

 

 amuleto del periodo Heian                          

 

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disegno a shippo su un kimono

di una venditrice itinerante.

-museo Chiossone, Genova-

 

C- il nome shippo significa anche “cloisonné”, nome francese che indica la tecnica (usata specialmente nei gioielli) con cui si cola dello smalto fuso colorato in piccole cellette, cellette suggerite dall'intersecarsi dei cerchi nei disegni dello shippo.

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spilla cinese decorata a cloisonné

 

 

 

24proteggimano di una spada (tsubo) ornato col motivo porta-fortuna dello shippo

 

 

 

 

 

 

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motivo dello shippo quale sfondo del disegno

Yoshima Gakutei

1890 circa25a

 

 

 

scatoletta

a forma di shippo

 

 

 

 

 25b

 

 

 

 

 

 

 

 

scatoletta portavivande

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

KENZAN

 

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Il kenzan, poco usato dalla Scuola Ohara all'inizio ma di più facile uso rispetto allo shippo, è ora utilizzato per tutte le composizioni in vasi bassi ad eccezione delle composizioni "tradizionali" (Paesaggi tradizionali e Moribana tradizionale di Colore) in cui l'uso dello shippo nella parte tradizionale della composizione rimane obbligatorio.

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Fedele al detto giapponese -il nuovo si aggiunge al vecchio senza soppiantarlo- il kenzan ripropone in chiave attuale il concetto dell'uso dei fasci di paglia del Rikka in cui gli steli della paglia sono stati sostituiti dagli aculei in ferro.

 

 

 

 

 

Altre Scuole tradizionali d'Ikebana ( come ad esempio Enshu, Misho, Koryu) utilizzano ancora oggi dei sostegni per i vegetali, sempre meno utilizzati causa la loro difficoltà d'uso, come il morso dei cavalli che si può comporre in 50 differenti forme standardizzate:

 

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sostegni a forma di tartaruga o granchio o uso di oggetti quotidiani quali  forbici o  ventagli

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Nella cerimonia del Tè per riscaldare l'acqua si usa della carbonella disposta secondo specifiche regole; particolarmente apprezzata  è il tipo di carbonella chiamata Ikeda-zumi (carbone di Ikeda) prodotto dalla carbonizzazione della quercia e chiamata anche kiko-zumi (carbone crisantemo) per la sua particolare forma che richiama questo fiore

 

 

 

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Questi pezzi di carbonella erano anche usati come sostegno di piccole composizioni, come si vede in questo dipinto di anonimo, datato 1665, rappresentante una cortigiana che inserisce dei piccoli fiori in tre pezzi di kiko-zumi

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esempio di attualizzazione dell'uso della carbonella quale sostegno di un ikebana in questa composizione di Keita Kawasaki, Mami Flower Design School.